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Terreno agrario e trapianto degli ortaggi

Niente in questa fase di preparazione è più azzeccato del proverbio “chi bene inizia è già a metà dell’opera!”: la messa a dimora di una nuova coltivazione è la parte più importante che può decretare il successo del raccolto o comportare anche il totale fallimento della stagione produttiva.  Spesso ci si focalizza sulla scelta del seme, della varietà da coltivare, sulla sanità e sulla forza della plantula e si sottolavuta il luogo fisico dove per tutto il tempo della coltivazione questa deve stare, nutrendosi ed accrescendosi: il terreno agrario.  Il terreno agrario è il luogo nel quale le radici delle piante traggono i sali minerali per il loro nutrimento e l’acqua dalla soluzione circolante per la crescita; è molto importante conoscere i differenti tipi di terreno agrario per poter meglio scegliere e adattare le specie vegetali e per far sì che dopo ogni ciclo di coltivazione questo si arricchisca di sostanza organica vegetale e di nutrienti facilmente assimilabili dalle colture successive.
Se per esempio se abbiamo un terreno tendenzialmente sabbioso, avremo bisogno di maggiore acqua di irrigazione e di maggiore sostanza organica vegetale durante il ciclo di coltivazione; andremo quindi ad effettuare dei sovesci di leguminose “robuste” in autunno e coltivare in ciclo vernino-primaverile; con un terreno tendenzialmente argilloso sarà preferibile intervenire con sovesci di leguminose “leggere” in primavera e coltivare in ciclo estivo-autunnale. Queste semplici pratiche ripetute annualmente manterranno un’ottima fertilità dei terreni agrari, sostenendo i successivi cicli colturali e garantendo un ottimo equilibrio a tutta la microfauna terricola, tipo lombrichi, larve e fermenti vari. Con questi accorgimenti, appena trapiantati gli ortaggi (pomodorini, zucchine, meloni, etc) si avvantaggeranno delle ottime condizioni del terreno agrario in cui cresceranno le radici, mantenendosi in salute e garantendo l’equilibrio vegetativo di tutto l’ambiente.

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